Un nuovo anno anche per Il Cantiere

mercoledì, 10 marzo 2010

Si apre i primi di marzo il nuovo anno con il primo numero de “Il cantiere” del 2010.

Anche il sito si aggiorna per dare maggiore visibilità al giornale dando la possibilità di consultare anche i vecchi numeri (potete trovare il collegamento nel menu in alto).

Inoltre a partire da oggi, ad ogni uscita del cantiere verrà pubblicato sul sito  l’editoriale de “Il Cantiere” e il link diretto al giornale in formato pdf.

In fine comunichiamo il cambio di direttore, rigraziando Nicola per l’ottimo lavoro svolto in questo ultimo anno, e Augurando a Stefano un buon lavoro.

Editoriale

Nicola Renzi
Rotazione degli incarichi e rinnovamento: due punti fondanti del programma di AG.
Tenendo ben presente questa considerazione, è con estremo piacere, anche se con qualche malinconia, che dopo un anno e cinque numeri di direzione del Cantiere mi appresto a passare la mano. Il giornale che lascio, per merito soprattutto di chi mi ha preceduto e di quanti hanno voluto scrivervi, è cresciuto, non solo nel numero di pagine , ma –credo di poter dire- anche nella qualità.
Con piacere, dunque, lascio al carissimo Stefano questa modesta eredità, certo che sarà all’altezza del compito e che continuerà a far sì che il Cantiere sia per prima cosa una palestra, un luogo libero, sul quale chiunque possa trovare spazio per esprimere apprezzamenti, riflessioni ed anche critiche.
A tutti i lettori un grande ed affettuoso ringraziamento, con la promessa che il mio impegno per il giornale, in ruoli diversi, rimarrà comunque immutato.

Stefano Rondelli
Ringrazio innanzitutto Nicola per l’ottimo lavoro che ha portato avanti in questo tempo, e come prima di lui Fabrizio e Luigi. Cercherò di essere all’altezza di questo incarico che con fiducia Ag mi ha assegnato. Il cantiere è cresciuto molto dalla sua nascita e continuerà ad evolversi, sia nella sua veste grafica, ma soprattutto nei contenuti, cercando di parlare di politica dal punto di vista dei giovani e di portare avanti anche tante piccole realtà e interessi che ci circondano quotidianamente. Anche in questo numero oltre ad analisi politiche e alle immancabili pillole consiliari, parleremo di giovani Sammarinesi che portano avanti sogni e progetti, verrà poi inaugurata la nuova rubrica che nel corso del tempo tratterà vari temi vicini alle curiosità dei giovani. Con questo auguro buona lettura a voi lettori, e una menzione alla nostra email: ag@alleanzapopolare.net per contattarci, consigliarci  e  collaborare alle prossime edizioni de “Il Cantiere”.

CANTIERE MARZO 2010

Un pensiero realista sull’Unione Europea

domenica, 17 gennaio 2010

E’ un ritmo stordente quello che il Psd mette nel promuovere l’ingresso di San Marino nell’Unione Europea, ma come a volte accade nel sostenere una tesi, si rende pubblica mezza verità. Questo passo viene mostrato come la soluzione

Mattia Guidi
Mattia Guidi

e l’alternativa al rapporto con l’Italia, quando in realtà ci renderebbe ancora più dipendenti dal nostro dirimpettaio perché (almeno in base alle parole del funzionario UE invitato un paio di anni fa ad un convegno organizzato dall’ex Segretario agli Esteri Stolfi) nel Parlamento Europeo dovremmo essere rappresentati da un parlamentare italiano.
Non è tutto qui, un secondo passo determinante, che svilisce ulteriormente la tesi di parte dell’opposizione, riguarda i tempi d’ingresso nell’UE che sono nell’ordine di più di un decennio. Eppure questa, secondo il Psd, dovrebbe rappresentare una soluzione immediata ai problemi economici e di rapporti internazionali, di San Marino. In realtà, in questo momento, questa scelta costringerebbe il Paese ad un enorme dispendio di energie (in un momento di crisi), in primis per ciò che concerne l’adeguamento della normativa (si badi bene, TUTTA LA NORMATIVA, nei più disparati campi, non solo quello economico) a quella dell’UE e in secondo luogo perché viviamo un momento di difficoltà che non necessita di ulteriori complicazioni.
Siccome quest’articolo potrebbe essere malinteso, voglio subito chiarire che non sono per avere un esclusivo rapporto con l’Italia e bendarci gli occhi nei confronti del resto del Mondo. Tantomeno sono contrario a un avvicinamento alla comunità europea che potrebbe portare una ventata d’ossigeno alla nostra economia. Tuttavia credo più praticabile un altro percorso, più veloce e più leggero per il nostro Paese, lo Spazio Economico Europeo, in cui forse, magari, potremmo riuscire a negoziare alcuni aspetti per noi imprescindibili, come le limitazioni alla libera circolazione delle persone e al libero stabilimento. In questo passaggio storico, secondo il mio modesto parere, il SEE potrebbe essere la giusta dimensione per noi, poi nessuno ci vieterà di proseguire e arrivare anche all’Unione Europea ma, in questo caso, quantomeno pretendo di essere rappresentato da un parlamentare sammarinese, eletto dai sammarinesi.

Ripristinata la possibilità di inserire commenti

giovedì, 14 gennaio 2010

Notizia di servizio che riguarda la salute del nostro blog.
A causa di una svista, a seguito di un aggiornamento, non era più possibile inserire i commenti agli articoli come utenti anonimi. Questa funzionalità è stata ripristinata per cui il blog dovrebbe essere tornato alla sua piena funzionalità.

In caso di evidenza di problemi o altro, vi invitiamo a scrivere una mail ai nostri indirizzi internet.

Cittadinanza e Stato di San Marino

lunedì, 4 gennaio 2010

Pubblico un interessante documentario su San Marino.

L’occasione parte dalla pubblicazione su Youtube di un interessante documentario di Sergio Anselmi dal titolo “San Marino: Storia di un Territorio, Storia di una comunità”.

E’ lo spunto giusto per introdurre un tema che deve essere caro a ogni cittadino del nostro bel Paese: la cittadinanza responsabile.

Seguendo questo collegamento troverete il resto del documentario: http://ag.alleanzapopolare.net/?page_id=515/cittadinanza-e-stato-di-san-marino/educazione-civica/

Vogliamo Rinnovarci?

mercoledì, 23 dicembre 2009

Gabriele Gatti

Gabriele Gatti

Alternativa Giovanile, da sempre promotrice del rinnovamento effettivo della politica sammarinese e vigile nel valutare i comportamenti messi in campo dalle persone che partecipano alle vicende politiche del paese, formula alcune considerazioni in merito al recente ordine del giorno, presentato da Su, di censura e di invito alle dimissioni al Segretario alle Finanze Gatti e che sono lo spunto per una più generale riflessione.

Nel documento che AG ha presentato nel recente Congresso di Alleanza Popolare, ma anche in varie occasioni precedenti, AG ha evidenziato come non vi sia stato un vero rinnovamento delle persone nella composizione del Congresso di Stato, e come questo passo per noi sia di fondamentale importanza.

Alla luce dei fatti registrati nella trasmissione “report” relativi all’intervista di Gatti, riteniamo di poter esprimere, come del resto ha già fatto AP nell’apposito dibattito in CGG nel maggio 2009, una forte disapprovazione in merito al comportamento del Segretario alle Finanze: ciò vale sia in rela-zione ai passaggi a telecamere spente – dove Gatti si lascia andare a considerazioni fuori luogo e ingenue di fronte ad un giornalista di cui doveva conoscere la volontà di ricercare scoop e retroscena nascosti -; sia in relazione ai passaggi a telecamere accese – ad esempio quando Gatti mostra documenti riservati sul caso Sogefin -.

Fiorenzo Stolfi

Fiorenzo Stolfi

Di bassissimo livello si è dimostrata anche l’infelice querelle messa in scena da Gatti e Stolfi registrata durante il medesimo video. Questi personaggi, che hanno governato e governano e speriamo non governeranno più in futuro la vita del paese, si sono lasciati andare ad uno squallido scambio di accuse in diretta nazionale su chi ne avesse combinate di peggiori, squallido scambio di cui non hanno nemmeno avuto il buon gusto di scusarsi con il paese.

Auspichiamo che Sinistra Unita, che in questi giorni ha mostrato l’intervista integrale di Gatti, pubblichi anche questa parte di trasmissione, altrettanto compromettente, per non esprimere mezze verità che fino ad oggi hanno portato il paese poco lontano.

In questo momento delicato per il Paese auspichiamo che la classe dirigente difenda le istituzioni e il paese soprattutto nelle occasioni di confronto con le autorità istituzionali, mediatiche e giudiziarie italiane, mostrando una maggior serietà e professionalità.

Condividiamo la linea che il nostro Movimento ha preso in questa fase, cioè quella di non voler approvare un ordine del giorno che vuole solo destabilizzare la maggioranza e presentare, oltrettutto, Gabriele Gatti come il solo responsabile di un sistema politico che ha creato non pochi problemi al paese in anni più e meno recenti. Allo stesso modo, rilanciamo con forza il tema del rinnovamento delle persone. Un rinnovamento che, come scritto nella mozione conclusiva del Congresso di Alleanza Popolare, dovrà passare attraverso l’adozione di apposite iniziative anche legislative, come la Rotazione degli Incarichi (istituzionali e non) che sia capace di mettere finalmente in secondo piano coloro che, nella migliore delle ipotesi, rappresentano il vecchio modello e non paiono più adeguati al difficile compito di indirizzare il paese verso nuove direzioni di sviluppo.

Noi crediamo che il nostro paese abbia tantissime energie e tantissime idee nuove da esprimere, se solo si riuscisse a mettere da parte alcune “cariatidi” che soffocano ogni spinta e ogni idea. Speriamo che, in futuro, il tema possa essere proposto con forza e realismo.

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LE REGOLE DEL GIOCO

domenica, 8 novembre 2009

Alessandro Ercolani 2009

Alessandro Ercolani 2009

Da due anni studio Scienze Politiche e dal settembre di 12 mesi fa sono qui nel giovanile di Ap. In questo lasso di tempo ho avuta la fortuna di assistere a numerosi dibattiti e confronti, sia all’ interno di Ag che dell’ intero movimento: ho avuto modo di conoscere tante persone desiderose di vivere la Politica vera, quella fatta di ideali e impegno, desiderose di migliorare il paese rispettando le regole del gioco.

Ma è proprio questo il problema, il RISPETTO DELLE REGOLE.

Grazie ai miei studi sto imparando a poco a poco cosa DOVREBBE essere la vera Politica (attenzione!!!, quella con la P maiuscola), grazie a quello che succede in Repubblica giorno dopo giorno sto imparando rapidamente cosa è la vera politica, quella invece con la p minuscola, per non dire microscopica.

Un Paese piccolo come il nostro potrebbe essere un ottimo esempio di gestione della cosa pubblica, e ci ritroviamo invece ad essere un ricettacolo di vizi e difetti: a San Marino la politica vive di regole proprie, staccate da ogni contesto e lontane da ogni possibile paragone, se non forse con qualche città medioevale di inizio ‘200, in cui il signorotto a cavallo dominava la scena e le voci da comare valevano più della verità.

Da quel punto non sembriamo esserci mossi, siamo ancora fermi alla politica familiare e patrimoniale, gestita da pochissimi come fosse affare proprio, piena di sterili attacchi personali e vuota di contenuti.

Viviamo in un paese in cui la meritocrazia è una chimera lontana, un paese in cui la famiglia di nascita è più importante dell’effettivo valore di una persona, un paese in cui chi non è nessuno deve dannarsi l’anima per diventare qualcuno e chi è già qualcuno non deve fare nulla per rimanere tale.

Certo finché San Marino resta un paese prospero e in salute nessuno si cura di tutto questo, tanto tutti possono permettersi una bella macchinina e bei vestitini alla moda; ma cosa accadrebbe se il rubinetto a cui ci dissetiamo avidamente da decenni decidesse di chiudersi???I giovani e coccolati sammarinesi privati della soffice ovatta che li circonda cosa farebbero???

Quando sento parlare di crisi del sistema economico sammarinese penso spesso che in crisi non andrebbe solo l’ economia, ma anche lo stesso cittadino, che si ritroverebbe d’ un tratto proiettato in un mondo che non gli appartiene, un mondo in cui le regole della vita non è lui a deciderle, ma gli vengono impostate dalle piccole e grandi difficoltà di tutti i giorni, un mondo in cui vince solo chi rispetta le REGOLE DEL GIOCO.

Grave crisi? Soluzioni concrete e non estemporanee.

sabato, 17 ottobre 2009

La stasi congiunturale che ci trova coinvolti in una duplice difficoltà, ci obbliga a ripensare il nostro sistema economico e più in generale l’intero sistema socio-economico. E’ un po’ avvilente che per spronarci ad individuare una strada seria per il nostro Paese ci siano volute tante pressioni dall’esterno. Importantissima novità e primo passo di questa rivisitazione delle prospettive del nostro Paese, sono i recenti successi internazionali, derivanti dall’ottimo lavoro svolto dal nostro Segretario agli Affari Esteri, che possono offrirci una boccata d’ossigeno. Ma dobbiamo fare ancora molta strada perché qualsiasi accordo firmato, più che essere un importante traguardo, deve costituire una base di partenza per lavorare in prospettiva e finalmente con una sana dose di lungimiranza. Una gestione oculata della spesa pubblica, che comporterà scelte difficili ma necessarie, sarà il primo passo per focalizzare gli investimenti dello Stato su punti strategici e fondamentali per il Paese. Non possiamo più sperare che l’intervento pubblico risolva ogni singola questione nell’immediato: non lo faceva prima, figuriamoci se può avere le risorse per intervenire adesso. Lo sviluppo socio-economico del nostro Paese deve necessariamente dipendere da interventi strutturali e non “tampone”, come quello del casinò che resta una fonte di ricchezza incerta ed instabile. Anche se il casinò fosse nel programma di governo e venisse realizzato, non sarebbe una mossa risolutiva per nessuno dei nostri problemi. Invece, rischierebbe di mettere in difficoltà le nostre forze dell’ordine, già molto impegnate per tenere sotto controllo le attività criminose in territorio e anche il sistema politico, come si è recentemente visto nell’esperienza della San Marino Giochi, nei suoi legami e condizionamenti sulla vita istituzionale del Paese. Le “mosse” che credo ipotizzabili e concretizzabili per San Marino sono di tutt’altra specie. Il turismo deve ritornare ad essere uno dei nostri capisaldi economici. Quindi occorre valorizzare il Centro Storico per eccellenza e tutte le aree che ancora possono vantare un valore e una peculiarità ambientale. Senza dimenticare che il Monte Titano, il centro storico di Città e di Borgo sono entrati a far parte dell’Unesco. Individuare nicchie turistiche di pregio che possano essere compatibili con la nostra disponibilità territoriale come ad esempio: il ciclo turismo, l’enogastronomia, congressi e convegni di carattere internazionale, ecc. In relazione al turismo ma non solo, c’è il commercio, in particolare quello al dettaglio che bisogna assolutamente valorizzare, incentivare e rendere competitivo, perché lascia sul nostro territorio e nelle casse dello stato importanti risorse economiche derivanti dal versamento della monofase e non solo. Il parco scientifico e tecnologico sarà un obiettivo indispensabile per la valorizzazione dell’alta scolarizzazione dei ragazzi, per creare un’economia ad alto valore aggiunto, non più basata sull’erosione degli stipendi e dei diritti dei lavoratori che fra l’altro oggi, forse per la prima volta, dopo una serie di conquiste sociali, si trovano in una situazione di difficoltà evidente. Un settore economico molto importante, che parte dal presupposto di rinnovare le relazioni dell’uomo con il pianeta Terra, e che deve essere strettamente correlato al parco scientifico-tecnologico è quello della “green economy”. Il contributo del parco scientifico e tecnologico collegato ai possibili brevetti registrabili, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti per l’incentivazione del risparmio energetico, del risparmio idrico, per l’implementazione di tecnologie che producono energia rinnovabile per le abitazioni e le aziende, sono solo alcune attività che troverebbero maggiore spazio nella nostra economia. La “green economy” sarà il nuovo settore economico a cui andrà dedicata attenzione ed investimenti per valorizzare le aziende sammarinesi che vogliono e vorranno entrare in questo mercato emergente e necessario anche al nostro Paese. Potrei approfondire ancora le proposte di cui ho parlato brevemente ed aggiungerne altre altrettanto interessanti ed appetibili per il nostro obiettivo. Credo che con una sana dose di buona volontà si possa ottenere un vantaggio indiscutibile da questa crisi economica che ci può dare l’input per ricercare ed ottenere un sistema economico diverso, nuovo e probabilmente più solido del precedente.

Alleanzapopolare: il Congresso

venerdì, 9 ottobre 2009

Live Broadcast by Ustream.TV

C’è chi “sbraita” e chi lavora!

domenica, 27 settembre 2009

Mentre il Paese necessitava di un clima collaborativo e tranquillo, l’opposizione tuonava e sbraitava contro il Segretario agli Affari
Esteri, Antonella Mularoni, indirizzandole ogni epiteto possibile. Anche in questa circostanza, gli esponenti di Alleanza Popolare, hanno smentito con i fatti le accuse di delatori il cui unico obiettivo è quello di attaccare con ogni mezzo il Segretario Mularoni, proprio nel momento più delicato per il Paese. Lei, invece di rispondere a questi illogici isterismi, ha preferito continuare il suo pesante e frenetico compito. Tutto con un’umiltà disarmante, senza la pretesa di voler essere al centro della scena politica e senza comparire. Non per "driblare" il desiderio dei cittadini di sapere, ma per gestire al meglio la grave emergenza che rischiava di mettere in gioco la millenaria esistenza della Repubblica di San Marino. L’urgenza era quella di aggiungere il nome di San Marino alla lista dei paesi avanzati che combattono il terrorismo, impedendo che flussi di denaro si spostino in maniera dubbia. Oggi possiamo raccogliere i frutti di questo lavoro nonostante le tante critiche ricevute e gli attacchi personali. Chi si sarebbe aspettato un risultato simile in così poco tempo? Penso nessuno.
Purtroppo la vergogna non ha mai fine. Infatti, mentre Antonella Mularoni incassa questi meritati successi, sui giornali nostrani continuano a comparire articoli di illustri esponenti dell’opposizione che offrono “lectio magistralis” in materia di politica estera. Proprio loro credono di avere i titoli per insegnare a chi, per la seconda volta nel 2009, ottiene risultati e recupera in extremis il paese da un baratro ormai prossimo!? Ci si ricorderà che Fiorenzo Stolfi, seppure frequente turista del palazzo di Strasburgo, è stato incapace persino di capire che la comunità internazionale non tollerava più la negligenza che San Marino ha dimostrato firmando accordi che non venivano ossequiati. Il suo partito ha cercato tante volte di inculcare nell’opinione pubblica che Antonella Mularoni non stesse facendo nulla o comunque non abbastanza per salvarci da una situazione che avrebbe provocato gravi danni al nostro Paese.

Noi tutti, non possiamo capacitarci di tanta sconsideratezza!

Servono persone come Antonella Mularoni alla guida del paese. E’ ora che i giullari e i portaborse si facciano da parte. E’ ora che San Marino recuperi il tempo perso e diventi il riferimento positivo per la comunità internazionale; non l’esempio di come non essere.

”Accordi, opposizione irresponsabile”

giovedì, 10 settembre 2009

La querelle riguardante gli accordi con l’Italia pare interminabile. Sicuramente non si placherà prima della firma ma credo che non basterà nemmeno il sigillo finale per fermare le strumentalizzazioni e le sparate fuorvianti e fuori luogo di certa parte dell’opposizione, ovviamente spero di sbagliarmi. Continuano a gridare che il governo deve informare l’opposizione sullo stato di avanzamento degli accordi, imperterriti strillano deliranti che l’esecutivo deve “battere i pugni sul tavolo” durante i confronti con il vicino stato italiano, non perdono occasione per ricordare che loro avrebbero fatto molto meglio.

Tutte argomentazioni che a me quale Sammarinese prenderebbero allo stomaco e mi farebbero saltare in piedi anche per applaudire. Ma no, non è così, questi signori fino a pochi mesi fa si trovavano a ricoprire ruoli di Governo e non si erano nemmeno accorti che stavano per precipitare in un baratro trascinando tutta la Repubblica, Santo compreso! E’ dovuta arrivare Antonella Mularoni dall’Europa per svelare l’arcano e concludere che l’unico modo per tenere in vita la nostra economia e il nostro Stato era quello di rimboccarsi le maniche e lavorare alacremente per risistemare tutte le questioni irrisolte. Forse stiamo già dimenticando che in febbraio, nelle giornate prossime alla festività di Sant’Agata, avremmo potuto assistere alla rovina del nostro Paese? Dimentichiamo cosa sarebbe potuto capitare se fossimo usciti dal sistema dei pagamenti italiano? Questi signori, che oggi sapientemente vengono a profetizzare e ad insegnare a chi ha salvato il Paese in febbraio, non farebbero meglio a tacere una volta tanto? O meglio ancora non sarebbe opportuno adottare un atteggiamento responsabile e dignitoso invece di raccontare frottole ai sammarinesi? Si poteva fare di più? Si, forse si sarebbe potuto fare di più ma sicuramente non sono loro a dovercelo raccontare, non chi non si era nemmeno accorto di questo cataclisma in arrivo. Un passo mi trova concorde con l’ultima uscita del PSD, il Governo o chi per esso non doveva pronosticare date sulla possibile firma degli accordi e tanto meno doveva darle in pasto ai mezzi di comunicazione.

Quale motivo dovrebbe spingere il Governo a rivelare accordi così delicati ad un’opposizione tanto irresponsabile? Stiamo avendo a che fare con la più grande crisi della storia del nostro Stato e purtroppo nemmeno in questo frangente l’opposizione riesce a comprendere che occorre adottare un atteggiamento diverso dal solito tenuto durante la normale amministrazione di un paese.

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