Civitas Marini Respublica Sammarinensis

sabato, 9 maggio 2009

Parlare di altro, in un momento come questo, in cui la nostra amata Repubblica è al centro dei riflettori dopo avere ricevuto dalla procura di Forlì un serio attacco alla credibilità del suo maggiore istituto di credito, non è facile. Ciò nonostante voglio scordare le polemiche e le preoccupazioni e voglio parlare di una piccola esperienza che ho avuto e che apparentemente non ha nessun legame con noi ma visto sotto una certa luce invece secondo me ne ha… eccome!

Lo scorso 1° maggio ho avuto l’occasione, assieme ad alcuni amici, di godermi una gita fuori porta in Toscana. Meta stabilita una comunità arroccata sulle campagne del Valdarno a sud di Firenze: Loppiano.

Su queste colline, vive e si sviluppa oramai da tanto tempo (1964) una comunità che accogliendo l’invito della fondatrice del “movimento dei focolari” Chiara Lubich, ha iniziato una esperienza basata sulla condivisione e sulla collaborazione reciproca. Ecco che dagli albori, la comunità ha accolto e accoglie persone provenienti da ogni parte del mondo e di ogni cultura religiosa per formare un organismo unico e ben armonico in cui ogni cellula conosce il proprio compito e lavora per il bene della comunità. Comunità che si è sviluppata in cittadella, con proprie attività commerciali, proprie attività ludiche, un centro congressi, una chiesa di ispirazione cristiana ma usata anche dalle altre fedi, un teatro, una scuola e una università.

Un migliaio di persone, e tanti visitatori, che riescono a vivere armonicamente tra di loro e con la natura che li circonda in uno spirito di pace che il verde delle colline Toscane non può che alimentare.

Ed è proprio in base a questa considerazione che mi è tornato alla mente lo spirito che forse ha alimentato lo scalpellino Marino e la comunità che subito si è consolidata attorno a lui. Infatti a Loppiano, il territorio su cui sorge l’insediamento è stato lasciato in dono alla comunità, esattamente come Donna Felicissima fece con il nostro Monte a Marino e a tutta la sua comunità.

In un periodo di difficoltà quale quello che stiamo vivendo, vuoi per la situazione di incertezza internazionale, vuoi per il fuoco di fila mediatico e di opinione a cui siamo sottoposti, dovremmo a mio avviso rispolverare questo spirito che per forza, nascosto sotto il nostro agio, affogato dalla nostra cupidigia, noi discendenti di quella comunità, dobbiamo avere. E allora basta litigi sterili e falsi moralismi. É ora di rimboccarci le maniche e di costruire una nazione con la “N” maiuscola in cui ciascun cittadino, si senta e allo stesso debba essere, una cellula fondamentale di un organismo che si chiama Repubblica di San Marino.

 

One Response to “Civitas Marini Respublica Sammarinensis”

  1. Mattia Guidi

    Bellissimo! Bravo Diego!

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