LE REGOLE DEL GIOCO

domenica, 8 novembre 2009

Alessandro Ercolani 2009

Alessandro Ercolani 2009

Da due anni studio Scienze Politiche e dal settembre di 12 mesi fa sono qui nel giovanile di Ap. In questo lasso di tempo ho avuta la fortuna di assistere a numerosi dibattiti e confronti, sia all’ interno di Ag che dell’ intero movimento: ho avuto modo di conoscere tante persone desiderose di vivere la Politica vera, quella fatta di ideali e impegno, desiderose di migliorare il paese rispettando le regole del gioco.

Ma è proprio questo il problema, il RISPETTO DELLE REGOLE.

Grazie ai miei studi sto imparando a poco a poco cosa DOVREBBE essere la vera Politica (attenzione!!!, quella con la P maiuscola), grazie a quello che succede in Repubblica giorno dopo giorno sto imparando rapidamente cosa è la vera politica, quella invece con la p minuscola, per non dire microscopica.

Un Paese piccolo come il nostro potrebbe essere un ottimo esempio di gestione della cosa pubblica, e ci ritroviamo invece ad essere un ricettacolo di vizi e difetti: a San Marino la politica vive di regole proprie, staccate da ogni contesto e lontane da ogni possibile paragone, se non forse con qualche città medioevale di inizio ‘200, in cui il signorotto a cavallo dominava la scena e le voci da comare valevano più della verità.

Da quel punto non sembriamo esserci mossi, siamo ancora fermi alla politica familiare e patrimoniale, gestita da pochissimi come fosse affare proprio, piena di sterili attacchi personali e vuota di contenuti.

Viviamo in un paese in cui la meritocrazia è una chimera lontana, un paese in cui la famiglia di nascita è più importante dell’effettivo valore di una persona, un paese in cui chi non è nessuno deve dannarsi l’anima per diventare qualcuno e chi è già qualcuno non deve fare nulla per rimanere tale.

Certo finché San Marino resta un paese prospero e in salute nessuno si cura di tutto questo, tanto tutti possono permettersi una bella macchinina e bei vestitini alla moda; ma cosa accadrebbe se il rubinetto a cui ci dissetiamo avidamente da decenni decidesse di chiudersi???I giovani e coccolati sammarinesi privati della soffice ovatta che li circonda cosa farebbero???

Quando sento parlare di crisi del sistema economico sammarinese penso spesso che in crisi non andrebbe solo l’ economia, ma anche lo stesso cittadino, che si ritroverebbe d’ un tratto proiettato in un mondo che non gli appartiene, un mondo in cui le regole della vita non è lui a deciderle, ma gli vengono impostate dalle piccole e grandi difficoltà di tutti i giorni, un mondo in cui vince solo chi rispetta le REGOLE DEL GIOCO.

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