Un pensiero realista sull’Unione Europea

domenica, 17 gennaio 2010

E’ un ritmo stordente quello che il Psd mette nel promuovere l’ingresso di San Marino nell’Unione Europea, ma come a volte accade nel sostenere una tesi, si rende pubblica mezza verità. Questo passo viene mostrato come la soluzione

Mattia Guidi
Mattia Guidi

e l’alternativa al rapporto con l’Italia, quando in realtà ci renderebbe ancora più dipendenti dal nostro dirimpettaio perché (almeno in base alle parole del funzionario UE invitato un paio di anni fa ad un convegno organizzato dall’ex Segretario agli Esteri Stolfi) nel Parlamento Europeo dovremmo essere rappresentati da un parlamentare italiano.
Non è tutto qui, un secondo passo determinante, che svilisce ulteriormente la tesi di parte dell’opposizione, riguarda i tempi d’ingresso nell’UE che sono nell’ordine di più di un decennio. Eppure questa, secondo il Psd, dovrebbe rappresentare una soluzione immediata ai problemi economici e di rapporti internazionali, di San Marino. In realtà, in questo momento, questa scelta costringerebbe il Paese ad un enorme dispendio di energie (in un momento di crisi), in primis per ciò che concerne l’adeguamento della normativa (si badi bene, TUTTA LA NORMATIVA, nei più disparati campi, non solo quello economico) a quella dell’UE e in secondo luogo perché viviamo un momento di difficoltà che non necessita di ulteriori complicazioni.
Siccome quest’articolo potrebbe essere malinteso, voglio subito chiarire che non sono per avere un esclusivo rapporto con l’Italia e bendarci gli occhi nei confronti del resto del Mondo. Tantomeno sono contrario a un avvicinamento alla comunità europea che potrebbe portare una ventata d’ossigeno alla nostra economia. Tuttavia credo più praticabile un altro percorso, più veloce e più leggero per il nostro Paese, lo Spazio Economico Europeo, in cui forse, magari, potremmo riuscire a negoziare alcuni aspetti per noi imprescindibili, come le limitazioni alla libera circolazione delle persone e al libero stabilimento. In questo passaggio storico, secondo il mio modesto parere, il SEE potrebbe essere la giusta dimensione per noi, poi nessuno ci vieterà di proseguire e arrivare anche all’Unione Europea ma, in questo caso, quantomeno pretendo di essere rappresentato da un parlamentare sammarinese, eletto dai sammarinesi.

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