Discorso di Matteo Fiorini al Congresso YDE di Bilbao 27/09/2014

domenica, 5 ottobre 2014

Cari amici,

oggi sono qui a parlarvi della mia esperienza politica. Mi soffermerò in particolare sugli ultimi due anni. Dal dicembre 2012 ad aprile 2014 ho avuto l’opportunità di ricoprire il ruolo di Ministro per il Territorio, l’ambiente, l’agricoltura, i lavori pubblici, lo sport e le telecomunicazioni e le politiche giovanili nel mio Paese, la Repubblica di San Marino.

Due anni fa, luglio 2012, avevo già i biglietti aerei per venire qui a Bilbao, per un meeting del PDE, come delegato di Alleanza Popolare. Purtroppo venti giorni prima di partire sono stato ricoverato in ospedale, per una delicata operazione. Ho scoperto di avere un tumore molto raro e aggressivo.

Ho iniziato la lotta contro questo nemico pensando di dover mollare tutto, di chiudermi in me stesso e fra le persone più care, invece a settembre 2012 ho scelto di partecipare alle elezioni politiche e a dicembre 2012 (dopo varie cure e essendo in una fase positiva per la mia salute) ho accettato di diventare ministro, senza nascondere a nessuno il dolore e le difficoltà che stavo vivendo, anzi cercando di trasmettere il mio naturale ottimismo.

Poi a Natale 2013 (in seguito a un nuovo aggravarsi delle mie condizioni) ho maturato la scelta di dimettermi, per potermi curare con più tranquillità. Ad aprile scorso quindi, dopo circa 17 mesi da ministro,  ho lasciato il mio ruolo di governo.

Oggi sono nuovamente in una fase positiva per la mia vita. So che la lotta sarà lunga e difficile, ma le sfide difficili sono sempre le più stimolanti.

Ringrazio gli organizzatori di questo evento per avermi permesso, con due anni di ritardo, di essere qui e di vivere questa città, spero di portarvi con la mia presenza parte di ciò che in questi ultimi due bellissimi anni ho vissuto e imparato.

Siamo tutti qui perché accumunati da alcuni aspetti: condividiamo la stessa passione, l’impegno politico, siamo tutti giovani europei che si affacciano al mondo della politica.

Lo facciamo in un periodo di grande instabilità, sociale ed economica. Queste difficoltà ci chiedono, rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto, di mettere al centro del nostro agire, ma innanzitutto del nostro pensare, due valori fondamentali: il coraggio e la visione del cambiamento.

Nessuno fra i nostri coetanei ci chiede di conservare ciò che c’è, di restare ancorati a modelli passati. Questo perché in gran parte questi modelli hanno fallito, o stanno fallendo. La maggioranza dei nostri coetanei vivono insoddisfazione, mancano prospettive, lavoro, e le opportunità di realizzarsi sono insufficienti per sognare un futuro pieno. La sfida del fare politica oggi è veramente dura. Ma questa è una grande fortuna per noi che coltiviamo l’ideale di potere fare qualcosa per gli altri. Abbiamo la grandissima opportunità di essere vincenti in una sfida dura, che è un’altra cosa rispetto a vincere sfide facili.

Il primo valore, dunque, che ho messo al centro del mio agire nel ruolo di Ministro, e che voglio condividere con voi, è stata la fiducia, in primis nei giovani. Per i ruoli chiave di potere e fiducia del mio ministero ho scelto 3 giovani ragazze, tutte fra i 30 e i 35 anni.

Ho cercato di infondere in loro, e nel resto del mio giovane staff, alcuni messaggi chiari: trasparenza nell’agire, fiducia completa e totale negli altri e in se stessi, spirito di gruppo nel collaborare e soprattutto una parola d’ordine: nessuna paura di sbagliare.

Proprio perché siamo giovani è più probabile che commetteremo errori. Fare politica significa leggere e capire la nostra società, interpretare e capirne i bisogni primari e trovare azioni risolutive. Questo è un lavoro complesso: ogni giorno noi cambiamo, oggi capiamo ciò che fino a ieri era ignoto, domani capiremo che forse ciò che oggi crediamo chiaro in realtà non corrisponde totalmente alla realtà!

Sbagliare per noi giovani è un processo naturale, come respirare, come innamorarsi, come cambiare idea!

Dicevo sempre ai miei collaboratori, a cui ho delegato molte responsabilità: non abbiate paura di fare un errore, purché sia un errore nuovo rispetto al passato e non il ripetersi di uno già fatto!

Io credo che il momento storico imponga scelte e azione. Il non agire, restare immobili, è il peggiore errore che si possa fare.

Ma questo non va confuso con autoritarismo o autoreferenzialità.

Altro valore cardine del mio modo di essere ministro, infatti, è stato la condivisione. Le responsabilità sono chiare, ciascuno ha le sue, ma occorre, oggi più che mai, capire che la complessità delle sfide richiede molti e diversi punti di vista.

Solo confrontandosi apertamente e onestamente con gli altri si può avere la certezza di fare il bene del proprio paese. Il confronto, l’apertura di mente verso le idee degli altri, l’ascolto, non sono segnali di debolezza del politico, ma punti di forza.

Siamo abituati a politici accentratori, leader che hanno risposte sempre pronte, che sanno tutto e che vogliono convincerci della bontà della loro idea. Oggi la vera leadership consiste nell’essere in grado di trasmettere alle persone fiducia in loro stesse, e ciò si può fare solo trasmettendo l’idea che il potere che tu hai ti serve esclusivamente per ascoltare tutti e poi fare la sintesi, non per imporre la tua idea.

Una leadership autoritaria oggi provocherebbe certamente divisioni, in un periodo in cui le difficili sfide ci chiedono di stare uniti.

La condivisione richiede atteggiamento umile, quello che ho mostrato con i miei collaboratori, con i miei colleghi ministri più esperti, a cui ho chiesto spesso consigli senza nessun timore, con l’intera opposizione, con cui ho creato un rapporto collaborativo e chiaro, pur nelle differenti posizioni.

Ho scelto di non soffermarmi oggi, in questa mia testimonianza, di argomenti più classici e convenzionali, che forse vi aspettavate da me.

Non vi parlo di strategia di comunicazione, di rapporto con i media, di mediazione fra alleati di governo, di organizzazione del lavoro,  di rapporti con il proprio partito, con l’elettorato, perché credo che siano tutti ambiti in cui io non abbia nulla di speciale da insegnarvi e dove ho pure mostrato anche i naturali punti deboli. Io posso solo raccontarvi come ho voluto vivere l’enorme responsabilità politica che ho avuto, cercando di trasmettervi la passione con cui ho vissuto un anno e mezzo di Governo.

Dunque, riassumendo, oggi vi voglio dire, indipendentemente dal fatto che raggiungiate in futuro posizioni di potere: abbiate fiducia in voi stessi, nei giovani, non abbiate paura di sbagliare, non fermatevi mai di fronte alla fatica del cambiamento, agite, esprimete le vostre idee e sforzatevi il più possibile di accogliere quelle altrui.

Modificare le proprie idee o convinzioni non è incoerenza, è saggezza, lasciare il posto alla curiosità per ciò che è diverso da noi, nuovo rispetto ai nostri schemi mentali, è il modo più bello di vivere, anche se è il più faticoso.

In sintesi, abbiate il coraggio e la passione di occuparvi degli altri e del vostro paese in questo difficile momento.

Spero che abbiate in queste parole trovato qualcosa che vi assomigli, e che sentite vostro.

Vivere la passione politica, diventare ministro per me è stata una forma di cura, così come lo è stato dimettermi successivamente. Oggi posso solo dirvi: non abbiate paura quindi di cambiare strada, di affrontare le sfide difficili, siate sempre semplicemente voi stessi. I vostri concittadini vi ameranno, perché riconosceranno nei vostri sogni i loro sogni, nei vostri limiti i loro limiti, e sarà naturale per loro scegliere di farsi rappresentare da voi.

Tanti auguri a tutti voi per il vostro futuro!

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