Turismo, mentalità perverse. 2° Agorà luglio 2008

 

Come molti di voi sanno, sono in alternativa giovanile dall’inizio della sua fondazione nel 2005. ne sono fiero, ne sono fiero perché ci siamo sempre messi in gioco e ci continueremo a impegnare per portare la nostra voce all’esterno, cercando di scendere in mezzo ai giovani e non giovani, e affrontare i veri temi della politica, non i battibecchi a cui siamo abituati ad assistere, perché sembra banale e scontato dirlo ma il futuro siamo noi, i giovani, e siamo qui per un futuro diverso da questo presente.

 

Oggi si conclude il terzo anno di vita di alternativa giovanile, anzi è più giusto dire che si apre il quarto, già ambizioso e pieno di progetti. Ecco questo agora è una occasione per farci conoscere e per dirvi che ci siamo e lavoriamo per un paese che nei nostri sogni è come nelle nostre parole. (speriamo sogni più realistici di quelli di beppe morganti)

 

 

Bene, questa sera sono qui per parlarvi di un tema che dovrebbe essere un punto cardine per San Marino. Il turismo.

 

Partiamo dalle fondamenta

 

San marino può contare su una collocazione turistica ideale: pochi passi dalla riviera romagnola meta di milioni di turisti il titano spicca sul circondario e di certo si fa notare abbiamo un bellissimo panorama e una storia millenaria e ricca di fascino Insomma le basi per un attività turistica degna di nota ci sono, e anche forti.

 

E allora mi chiedo come mai dagli ormai tardi anni novanta il turismo sammarinese risente sempre più di un calo di visitatori e di entrate?

 

Bè il centro storico,che come sappiamo, la principale fonte di attrattiva turistica è il fulcro di questo problema.

 

Cerchiamo di analizzare i punti principali. Iniziamo dai negozi e dai negozianti.

 

Mi dispiace dirlo, ma l’offerta è completamente nulla. In passato potevamo contare su due cose principalmente: un costo minore degli articoli e negozi che vendevano un pezzo della storia di san marino

 

E ora? Le cose sono cambiate. Basta girare un po’ per il centro per accorgersene. La politica dei prezzi è svanita, e anzi non solo non è più conveniente acquistare a San Marino ma addirittura spesso i prezzi sono più alti di quelli dei nostri vicini.

 

E i negozi? I negozi hanno subito una strana metamorfosi di unificazione, una sorta di mistificazione arcana che, a parte pochissimi, ha portato a vendere gli stessi articoli, cianfrusaglie, liquori, armi e poco altro.

 

Lo sappiamo tutti che non siamo più nel bum dell’era economica, pochi si possono permettere di spendere a vanvera. Mettiamoci nei panni di un turista medio!!! Se devo comprare prodotti di bassa qualità, di dubbia provenienza che posso trovare nella mia città dal venditore ambulante, chi me lo fa fare? Chi è che butta 15 euro in un posacenere di Bob Marley come regalo? Chi è che compra una katana, tipica spada giapponese? Oppure il delfino con scritto San Marino? Che poi a dirla tutta non so voi ma io di delfini o di guerrieri giapponesi non è che ne abbia visti molti da queste parti. E poi il liquore di San Marino con scritto prodotto a Venezia. Il cuscino della squadra del cuore. Eccetera, potrei continuare ma credo abbiate capito la filastrocca.

 

Purtroppo molti di questi negozi vanno avanti per inerzia, aspettando solo che il governo elargisca altri contributi per farli sopravvivere.

 

Mi arrabbio quando sento lamentarsi, accusare la politica, perché il turista non compra la cianfrusaglia. Mi arrabbio quando vedo che durante molte serate turistiche i negozi restano chiusi Mi arrabbio quando andando in città vedo che molti commercianti e ristoratori offrono servizi scandenti, comportamenti inadeguati, prezzi fuori dalla normalità e cercando anche fregare i clienti. Mi arrabbio quando si arrabbiano per l’eliminazione di vetrine abusive ed esposizioni orripilanti che come unico effetto hanno l’intralcio.

 

Sono pochi i commercianti che hanno dato il via ad attività alcune innovative, alcune tradizionali, ma che contribuiscono più di tutti gli altri messi assieme a dar vita ad un vero centro storico. Io li stimo. Gli altri prendano da esempio. devono investire. Purtroppo manca la voglia di mettersi in gioco, anche loro come ormai è di moda nel paese sono stati cementificati. Per cambiare bisogna cambiare altrimenti come si cambia?

 

 

Si può fare tanto, per risollevare l’attività commerciale del centro storico.

 

In primis la politica deve impostare una monofase più competitiva che possa permettere una calo considerevole dei prezzi, e ritornare su una politica dei costi attrattiva.

 

Poi si deve appunto investire e puntare sia sulle novità sia sulla rievocazione al passato.

 

Negozi con ritorno alle tradizioni, ceramica, arte, e artigianato sammarinese. Quelli si che sarebbero souvenir che ogni turista sarebbe contento di comprare, non il made in china.

 

E poi negozi di elettronica, outlet di vestiario, gioiellerie e tutto quello che si addice a un centro storico turistico. Poi ovvio ci sta anche il negozio di armi, ma uno, non dieci. E i baciaccoli se permettete li lascio ai venditori sulla spiaggia.

 

I ristoranti dovrebbero offrire servizi più efficienti e prezzi magari non da Lupin.

 

Gli alberghi se si possono definire cosi, dovrebbero essere fatti per accogliere i clienti non per far ammirare il museo della fatiscienza.

 

 

 

Bene adesso che ne ho dette quattro come dicevo a negozi e negozianti, passiamo alla parte che mi piace di più, quella della strigliata di orecchi ai nostri beneamati politici.

 

La politica appunto ha dato man forte su questo problema. Del resto con un segretario al turismo cosi acuto come Paride Andreoli che per 6 anni e più ha gestito la materia in modo molto discutibile si poteva pensare altrimenti?

 

Partiamo punto per punto.

 

Gli eventi sono pochissimi e poco organizzati. Le stesse giornate medioevali evento storico della repubblica si San Marino sono sempre peggio pubblicizzate, a malapena arrivano a noi Sammarinesi, pensa ai turisti che a loro è rivolto il messaggio.

 

La parte culturale è disastrosa. Mostre di tre quattro quadri, (badate da 4-5 persone) e alcuni musei che rasentano il ridicolo. San Marino invece potrebbe porsi centro di iniziative culturali, mostre e convegni. Un punto di riferimento per l’Italia e l’Europa.

 

Mancano strutture sportive e di altro svago, una volta che il turista ha girato una due volte il centro storico poi si stufa anche, se non gli dai qualcosa da fare.

 

I parcheggi mancano sia per i turisti sia per i sammarinesi. È ora di lasciare le piazze e le cave libere costruendo parcheggi sotterranei adeguati e utilizzando lo spazio in superficie diversamente. Magari con parchi o servizi vari per i turisti. Questo incentivando anche l’uso di mezzi pubblici.

 

L’università si deve espandere. Possiamo creare un moderno polo universitario. Per noi e per l’estero. Che ravviverebbe ancor più l’ambiente permettendo l’instaurarsi di una presenza di costante di giovani anche nel periodo invernale.

 

Una nota di merito per due iniziative di questa estate, la blu line che collega Rimini con una serie di autobus a basso prezzo, e la wifi gratuita in centro storico.

 

Tutto questo per cosa? Tutto questo per creare un turismo di sosta, che rimanga a san marino magari più qualche ora come siamo abituati adesso. Un turismo che possa desiderare di tornare a San Marino. E per i politici vale lo stesso discorso che ha fatto prima. Per fare queste cose ci vuole una politica di investimento, si deve investire.

 

E investire mi dispiace non vuol dire prendere il piano McKinsey e attuarlo a occhi chiusi.

Queste non sono proposte. Sono una minaccia per questo paese. Non c’è bisogno di commissionare studi a chi non ci conosce, le soluzioni le abbiamo già. E ancor meno c’è bisogno di farci dare un pacchetto già pronto per trasformare un paese in una sala giochi. Nella mia testa rimane un paese con una storia e pieno di tradizioni, e non un montecarlo2.

 

Poi alcune cose sono anche interessanti, come centri benessere e altre idee. Bene facciamoci carico di queste poche cose ma per il resto questo piano lo definisco mondezza. Forse qualcun altro potrà riciclarlo, noi no.

 

Il prossimo governo si dovrà fare assolutamente carico di attuare appunto una politica di investimento turistico. Non voglio pensare che siamo un popolo capace solo di sopravvivere grazie alle banche e alle finanziarie. Dobbiamo risollevarci e al più presto. Dobbiamo prendere il treno perché poi andando avanti sarà sempre più difficile recuperare quel turismo sano che ci ha contraddistinto per tanti anni in passato.

 

Ricordiamoci i turisti sono persone non giocattoli che puoi trattare come ti pare. Quando tornano a casa con la voglia di non tornare a San Marino, state tranquilli che non staranno zitti. Anzi parleranno non bene ad amici e parenti, di questa terra della libertà così povera turisticamente. E come sapete il passaparola vale più di qualsiasi pubblicità.

 

 

Concludo. Ora che facciamo parte anche dell’ UNESCO sia i cittadini sia chi ci ha dato questo possibilità aspetta ed esige il cambiamento. Lo cose da fare ci sono, ne ho parlato.

 

Riqualificazione dei negozi

Monofase competitiva

Ristrutturazione degli Alberghi

Eventi organizzati Centro

culturale Polo universitario

Centri sportivi Parcheggi

Politiche di investimento.

 

Eccole le idee ci sono, e come le ho io, le hanno in tanti. Ora bisogna che qualcuno si faccia carico e le renda operative